Intestazione Gruppo Storico Carmignano

Gruppo

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Breve storia dell'Associazione

L'Associazione Gruppo Storico Carmignano nasce dalla volontà di dare un'identità al già esistente corteo storico gestito fino ad allora dal Comitato Organizzatore Festeggiamenti di San Michele. Alcuni ragazzi, partecipando alle uscite del corteo tenutesi negli anni 2008-2009, hanno sentito la necessità di ufficializzarlo fondando un'associazione (3 febbraio 2010). I soci fondatori, come risulta dall'Atto Costitutivo, sono:

È stato scelto un preciso evento storico da rievocare: la stesura e l'accettazione da parte del Comune di Firenze del primo Statuto riguardante il Comune di Carmignano avvenuta nell'A.D. 1392.

Le prime riunioni si sono svolte in Ottobre 2009 per la stesura dello Statuto; nel giro di poco tempo si è formato un gruppo di lavoro composto da sette persone: tenuto conto delle attitudini di ognuno c'è stato chi si è occupato della parte burocratica (rapporti con l'Agenzia delle Entrate, con il Comune di Carmignano e con gli altri enti) e chi della parte storico/artistica (ricerca della documentazione storica, progettazione e realizzazione dei costumi, scelta delle stoffe, progetto della pubblicità); il tutto si è svolto all'interno dell'Associazione.

L'attuale Consiglio Direttivo (dal 2014) risulta composto da:

La scuola di musica L'Ottava Nota ha tenuto corsi per musici finanziati dal Comune di Carmignano: al momento Ŕ attivo un gruppo composto da otto tamburini.

La sede, utilizzata per la realizzazione degli abiti, per le esercitazioni dei musici e per le riunioni, Ŕ l'ex scuola elementare di Colle (Seano).

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Composizione del corteo

Apre la sfilata il Gonfalone raffigurante il Leone Rampante, simbolo del Comune di Carmignano e del Gruppo. Seguono i popolani e i frati, che precedono il notaio, al quale era affidata la conduzione delle cause e la redazione degli atti ad esse relativi.

Dietro sfilano i rappresentanti di alcune delle famiglie nobili a capo delle varie podesterie del Comune di Carmignano preceduti dal gruppo dei musici. Infine sfilano quattro ragazze che portano i simboli caratteristici dei quattro Rioni in cui è attualmente suddiviso il Comune.

Tutta la scena è contornata dal dolce movimento delle danzatrici, un tocco di originalità scelto da questo gruppo. Il tutto per un totale di 30 costumi.

Nel suo incedere, dove gli spazi lo consentono, il corteo mette in scena una piccola rappresentazione: il gruppo dei popolani si apre lasciando passare i musici e i nobili lodando questi ultimi con inchini e lanci di coriandoli; anche le danzatrici si uniscono ai festeggiamenti. La scenetta simboleggia il giubilo del popolo carmignanese al ritorno dei nobili dalla stesura e l'accettazione da parte delle autoritÓ fiorentine del primo Statuto ufficiale riguardante il Comune di Carmignano.

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Evento rievocato

1392: una data importante per il Comune di Carmignano. è l'anno della redazione ufficiale dei primi Statuti. Statuti che riconoscono un'autonomia e garantiscono la libertà dei popoli nel territorio di Carmignano. Statuti che parlano di diritto, di libertà, di pace. Statuti che riconoscono le antichissime istituzioni del comune, rinnovandone la tradizione e garantendone la continuità per altri quattro secoli. Statuti che hanno preservato in tempi ormai remoti il tranquillo vivere dei nostri concittadini, e che hanno permesso su questi colli il fiorire dell'agricoltura, dell'artigianato e dell'arte.

Ma per comprendere come ci si è arrivati, come si è raggiunto questo importantissimo traguardo della nostra storia, è necessario fare un passo indietro. Un passo di un secolo, lungo il XIV secolo. Un periodo, per la nostra terra, tormentato da lotte esterne ed intestine, guerre, sangue, desiderio e passione.

L'antefatto comincia nel 1301. E il primo passo dura il tempo di un lustro. Un fugace lustro.

L'anno prima era giunto in Toscana dalla Francia Carlo de Valois, come paciere delle numerose contese fiorentine tra guelfi e ghibellini che a quel tempo ancora infiammavano la città gigliata. Egli era riuscito, in breve tempo, con al soldo le truppe francesi del re Filippo IV, a ripristinare una pace fittizia e provvisoria. Come ricompensa ai servigi ricevuti, Messer Musciatto Franzesi, valoroso cavaliere dell'esercito di Carlo, ricevette in dono il Castello e il Contado di Carmignano. Da Musciatto, Carmignano ereditò lo stemma, il leone d'oro rampante in campo azzurro, che sarebbe comparso successivamente negli statuti comunali, a cui poi fu apposta, circa cinquant'anni più tardi, la fascia rossa centrale.

Dopo la breve quanto intensa dominazione di Musciatto, il Castello di Carmignano ricadde in mano fiorentina, anche se sempre ambito dalle truppe pistoiesi come roccaforte e punto di avvistamento nelle dispute contro Firenze.

Si susseguirono ancora molte guerre per il Castello e per il Comune di Carmignano, come del resto era avvenuto fino a quella data. Uno tra gli eventi tragicamente più importanti per il nostro castello fu l'arrivo e la sua conquista da parte di Castruccio Castracani, cavaliere lucchese. Certamente la sua figura fu, per la storia di Carmignano, molto meno importante rispetto a Musciatto, eppure si imputano a lui e al suo esercito alcune tra le vicende più sanguinarie della nostra storia: la distruzione del fortilizio di Torrebecchi (ignota la collocazione attuale) e lo sterminio di un migliaio di persone all'interno della cerchia muraria.

Probabilmente l'incredibile lotta che precedette l'ingresso di Castruccio nel Castello compromise inevitabilmente la vitalità bellicosa del popolo carmignanese che fin da tempi remoti si era distinto per il suo spirito combattivo, guidato dal Santo patrono, l'Arcangelo Michele, venerato nella antica chiesa appena fuori le mura del castello.

Le successive vicende mostrano un popolo che volontariamente si arrese al flusso della storia, e alle vicende dettate dalle città vicine, Pistoia e Firenze, e che ad esse inesorabilmente affidò il suo destino. Racconta il Ricci che all'interno del paese vi fossero due partiti: uno della Rocca, favorevole ai pistoiesi; l'altro del Castello, favorevole ai fiorentini. La vittoria di quest'ultimo decretò il definitivo e volontario passaggio di Carmignano sotto la dominazione fiorentina, seguita dagli statuti del 1343. In questi statuti è ricordata la nobiltà del popolo carmignanese, la fierezza con cui più volte aveva combattuto e vinto le truppe gigliate, e chiedeva la libera gestione del suo popolo all'interno di quello più vasto della Repubblica di Firenze.

Seguirono alcuni anni, un cinquantennio, in cui Carmignano e gli altri comunelli (Artimino, Comeana, Bacchereto e Baccheretana) vissero in relativa autonomia e pace, lontani dalle lotte che ancora riecheggiavano vicino.

Nel 1392 gli statuti furono firmati, riposti nell'Archivio Comunale e consegnati al tempo. In questi archivi veniva raccolta non solo la struttura politica e amministrativa del Comune, ma anche le leggi che regolavano il diritto, la giustizia: una piccola "Costituzione".

Dopo questa, Carmignano divenne un'oasi di pace e di sviluppo: la florida agricoltura e le ricche botteghe degli artigiani conquistarono ben presto il prestigio e la fama che meritavano, ponendo, per tutto il XV secolo le basi per l'arrivo dei Medici e delle facoltose dinastie fiorentine con le loro lussuose dimore.

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